WS_Avanzato_header

Apr 262012
 

I moltiplicatori di focale servono per aumentare l’ingrandimento massimo di un obiettivo.  Ovviamente il loro utilizzo è dedicato quasi esclusivamente agli obiettivi tele, per i quali il fattore di ingrandimento è una caratteristica determinante. Per questo motivo non tutti gli obiettivi (ad esempio i grandangoli) possono essere utilizzati con i moltiplicatori.

Sono strumenti assai comodi perché spesso permettono al fotografo di risparmiare peso e soldi. Infatti costano molto meno di un obiettivo tele (200-500€ contro i 1000€ e passa dei tele) e nella borsa occupano poco spazio e peso (circa come un 50mm f/1.4).

Ad esempio i moltiplicatori sono molto comodi in viaggio perché permettono di trasformare il classico zoom tele 70-200mm in un 280mm o addirittura in un 400mm, dando la possibilità al fotografo di avvicinare un soggetto distante come potrebbe essere un animale selvatico.

Tra le varie marche in commercio (Canon, Nikon, Sigma, Kenko, ecc..) se ne trovano principalmente due tipi l’1.4x e il 2x. Come insito nella sigla il primo aumenterà di 1,4 volte la lunghezza focale (es. un 100mm diventerà un 140mm) il secondo del doppio (es. un 100mm diventerà 200mm).

Ovviamente c’è il rovescio della medaglia, altrimenti non esisterebbero gioiellini come il 300mm f/2.8 o il 600mm f/4.

All’aumentare dell’ingrandimento corrisponderà una perdita di luminosità di 1 stop per l’1.4x e 2 stop per il 2x, ciò vuol dire che un 70-200 f/4 diventa un 90-280mm f/5.6 con l’1.4x e un 140-400mm f/8.  Bisogna fare attenzione però perché a f/8 l’autofocus di quasi tutte le fotocamere  in commercio  (modelli professionali esclusi) smette di funzionare!
Questo però non è l’unico inconveniente, infatti le lenti dei moltiplicatori vanno ad influire sullo schema ottico dell’obiettivo su cui sono montati, degradandone a volte pesantemente, le prestazioni.

Prevedere come si comporterà una lente una volta moltiplicata però è assai difficile perché non dipende solamente da quanto sia buona la qualità di partenza dell’obiettivo, ma principalmente dall’accoppiata dei due schemi ottici (obiettivo+moltiplicatore).

Il test tra i moltiplicatori 1.4x Canon e Sigma è un esempio lampante di questo aspetto.